progetto ripuliamo le cattive strade 2016

 

Il progetto “Ripuliamo le cattive strade” si occupa del reinserimento di ex detenuti, detenuti in misura alternativa o misura cautelare attraverso lo svolgimento di un'attività di volontariato che permetta al soggetto di conoscere persone diverse rispetto al mondo che si è solitamente frequentato, nonochè di dedicare tempo ed energie senza nulla in cambio.

Da gennaio 2016 ad oggi abbiamo incontrato undici persone, quattro di queste dopo il colloquio conoscitivo si sono dimostrate interessate a proseguire con la ricerca dell'associazione di volontariato idonea. Attualmente due stanno continuando a svolgere l'attività intrapresa e due hanno dovuto smettere perché gli orari di lavoro impedivano di tenere entrambi gli impegni.

Per alcune persone la difficoltà nello svolgere l'attività era ed è la situazione giuridica, nel 2016 sono arrivate molte richieste di persone in misura cautelare quindi con un iter lungo da rispettare. Mi sembra importante evidenziare che durante l'anno sono arrivate anche richieste per attività di volontariato da parte di famigliari di detenuti; la richiesta era quella di formulare un programma che avrebbe consentito alla persona detenuta di poter usufruire della misura alternativa. Questo passaggio non è stato portato a compimento ciò dovuto all'enorme difficoltà che le associazioni hanno per pensare ad un progetto senza aver conosciuto la persona.

Si è anche lavorato con le associazioni per creare sul territorio una conoscenza, informazione rispetto alla realtà di Carcere e Territorio ma soprattutto per pensare all'eventuale inserimento in attività di volontariato. Ancora ci sono resistenze e paure da parte delle associazioni ma grazie all'aiuto di referenti di altri progetti si è potuto pensare alla creazione del progetto FaRete ovvero il creare una rete con associazioni dislocate sul territorio Bresciano che possa essere attiva per l'inserimento di persone in Messa alla prova, per lavori di pubblica utilità o per semplice volontariato.

C'è stata una proficua collaborazione con lo sportello lavoro proprio perché le persone che si presentano non esplicitano solo il bisogno di lavoro o volontariato ma spesso una combinazione tra i due.

 

Collaboratore: 
dr.ssa Stofler